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giovedì 10 maggio 2012

Beautiful in Valle d'Itria


     Dieci puntate di Beautiful, la popolare soap opera in onda da 25 anni, saranno girate in Puglia: le scene saranno ambientate a Polignano a Mare, ad Alberobello «e in altri posti della Valle d’Itria, tra trulli e masserie». Il pubblico italiano potrà vederle tra quasi un anno: non sono stati rivelati particolari sulla trama né sul perché si sia scelta la Puglia (nella fiction, beninteso). Bradley Bell, produttore esecutivo e capo sceneggiatore, cioè la mente dietro tutti gli intrighi familiari che vanno in onda da anni affascinando 45 milioni di spettatori al giorno, ha dichiarato che nella storia «Brooke deciderà di andare in Puglia perché alla ricerca di un luogo speciale per il suo matrimonio».
     Nella realtà dei fatti, invece, la scelta è caduta nella nostra terra grazie anche all’interessamento di Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, e di Silvio Maselli, presidente della Apulia Film Commission. «È stata una lotta con le altre regioni italiane» ha dichiarato Maselli «ma alla fine l’abbiamo spuntata». L’assessore Godelli ha ricordato come «con una spesa di circa 60.000 euro da parte nostra, per l’accomodamento della troupe e del cast, dei trasporti e dei servizi necessari, abbiamo ottenuto investimenti sul territorio da parte della produzione cinque volte superiori, per 250.000 euro, chiedendo anche che i posti di lavoro temporanei per la durata delle riprese fossero occupati da persone del posto».
     Tra gli attori presenti non poteva mancare la coppia centrale della soap: il mascellone Ronn Moss (Ridge), e Katherine Kelly Lang (Brooke); con loro anche Don Diamont (Bill), Jacqueline woods (Steffy), Kim Matula (Hope) e Scott Clifton (Liam). Con i registi e i produttori hanno consegnato delle targhe-fotoricordo anche a Maria Centrone, comandante dei Carabinieri di Polignano a Mare, e Giuseppe Rutigliano, comandante dei Vigili del Fuoco di Alberobello, il quale a sorpresa ha preso un piccolo trullo e lo ha donato al cast «come ricordo della nostra terra». Per i fan della serie televisiva diamo un consiglio: andate a fare un giretto ad Alberobello, non si sa mai; potreste incontrare i vostri attori preferiti mentre prendono un caffè all’ombra dei trulli in una pausa tra una scena e l’altra.
     Hanno fatto la loro comparsa anche Fabio e Mingo, che hanno donato il loro caciocavallo, applauditi dai giornalisti presenti: «è un prodotto della nostra terra, o no? Quindi è promozione del territorio anche la nostra». Peccato che Silvia Godelli, destinataria del dono, lo abbia abbandonato su un tavolo.

venerdì 13 aprile 2012

POIn turismo: la valle d'Itria non esiste?

     Finanziamenti per il turismo: a Manduria sì, a Martina no. E ancora: a Cerignola sì, ad Alberobello no. Non è una novità, ma un dato di fatto. Si tratta dei fondi europei 2007-2013 per lo sviluppo regionale, inseriti nel quadro strategico nazionale 2007-2013 e portati avanti con i POIn, che, nelle loro parole, sono «lo strumento principale attraverso cui promuovere e sostenere lo sviluppo socio-economico delle Regioni del Mezzogiorno attraverso la valorizzazione, il rafforzamento e l’integrazione su scala interregionale del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico in esse custodito».

     Per dare l'idea dei fondi complessivi che sono mossi, diremo che le aree designate possono anche essere destinatarie di finanziamenti e cofinanziamenti di «grandi progetti», cioè quelli il cui «costo complessivo superi i 25 milioni di euro per interventi nel settore ambiente e i 50 milioni di euro per interventi in altri settori». Del resto, la dotazione complessiva dei fondi è di un miliardo di euro. Questo per dare un'idea dei soldi che avrebbero potuto essere convogliati qui da noi e che invece hanno preso altre strade. Gli obiettivi di questi finanziamenti sono quelli per i quali ognuno di noi sarebbe felicissimo di poter avere un'aiuto: e cioè di migliorare la ricettività e l'accoglienza dei turisti, il miglioramento dell'offerta turistica regionale, la valorizzazione del paesaggio e degli elementi naturali.

     Per la regione Puglia sono state individuete due aree, due «poli», quello del Gargano e quello del Salento, che comprendono ognuno una serie di comuni ed una zona limitrofa. Ora, posso comprendere il Gargano con le sue scogliere e le foreste sui monti, ma mi chiedo come abbia fatto il Salento a chiedere e ottenere finanziamenti per la tutela de lu sule, lu mare e lu ientu. O perlomeno, come mai non si sia inserito anche un territorio come la Valle d'Itria che ha già un World Heritage Site, Alberobello, che è patrimonio Unesco, con vicino le grotte di Castellana, il barocco martinese, le abitazioni sparse, Locorotondo.

     Inutile piangere sul latte versato, però una domanda è legittima. se questi fondi sono disponibili solo fino al 2013, cosa verrà dopo? Si discute già da oggi se l'Unione Europea potrà (o vorrà) destinare ancora dei fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno, e quanti, visto che la crisi incombe. Una cosa è però sicura: se ci sarà un secondo piano settennale se ne dovrà discutere a breve, nel 2012, prima della scadenza di quello attuale, ed è possibile che si valuteranno i risultati ottenuti e chi è riuscito a crescere abbastanza da camminare con le proprie gambe non riceverà più fondi. Quindi? Bisogna capire cosa si sta facendo, e come, per poter rientrare di diritto in uno scenario che veda la Puglia portare avanti tre poli turistici, e non più solo due.