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lunedì 28 maggio 2012

Piazza Moro, inaugurazione a presto?

Lecci in piazza Aldo Moro - photocourtesy govalleditria.it
     Scaduti i lavori per piazza Moro, a Locorotondo, la scorsa settimana, c'è chi si lamentava dei ritardi nella consegna dell'opera. Il 20 maggio avrebbe dovuto esserci la consegna della piazza completamente rinnovata, ma per quel giorno le impalcature non davano segno di dover essere smontare a breve. La scadenza originaria era stata posticipata per lo studio di una variante al progetto, ma, ricorda il consigliere Antonio La Ghezza «la ditta dovrà pagare ogni giorno una mora se non giustifica i ritardi».
     Ritardi che nessuna ditta ha intenzione di pagare, naturalmente, visto che in questo caso la giustificazione è anche valida: il piano inferiore della piazza è concluso, la pavimentazione del piano superiore quasi completamente, mancano però i lecci che dovranno essere rimessi al loro posto. Il ritardo dovrebbe essere stato causato (involontariamente) dalla ditta De Grecis, che si è occupata dell'espianto degli alberi che ornavano la vecchia piazza, della loro  cura e manutenzione per un anno in un vivaio. L'unico albero che è perito nel frattempo, hanno fatto sapere gli esponenti della ditta, era già malato prima dell'espianto e difficilmente sarebbe sopravvissuto comunque. Sarà sostituito, assicurano, con una pianta dello stesso tipo, di simile età e grandezza, così come previsto dal contratto. Se anche entro tre anni dopo la posa in piazza qualche albero dovesse perire, verrà sostituito da loro.
     Nella mattina di oggi, 28 maggio, curiosi e vecchietti sono stati lieti di rivedere un camion enorme e una gru: portavano gli alberi che sono stati rimessi nelle loro vasche. C'è chi tende a lamentarsi dicendo «mi pare che quell'albero non fosse così prima» oppure «quell'albero lo riconosco, prima era girato dal lato opposto»: ma sono poca cosa, pochissima, soprattutto se ci si ricorda di quello che successe l'anno scorso, quando il professor Campanella si legò a uno dei vecchi lecci per protesta.
     A lavori quasi conclusi, quindi, è prevedibile che tra pochi giorni si potrà passeggiare di nuovo davanti al Comune di Locorotondo. Il sindaco Tommaso Scatigna è visibilmente soddisfatto, e ha cercato di assicurarsi che la piazza sarà rinnovata e pienamente agibile prima di San Rocco, così che le celebrazioni patronali possano svolgersi con tranquillità. «Stiamo facendo di tutto» ha dichiarato  con tranquillità il sindaco ai giornalisti «come avevamo promesso gli alberi sono ritornati al loro posto». Una rigenerazione, quella di piazza Aldo Moro, che è stata fatta anche in memoria del sindaco Giorgio Petrelli: per questo forse l'amministrazione comunale potrebbe festeggiare insieme  la riapertura della piazza e la memoria del suo primo cittadino scomparso il 23 giugno del 2010.



venerdì 27 aprile 2012

Locorotondo, il 25 aprile divide invece di unire

     I componenti del consiglio comunale locorotondese avranno pensato che il buongiorno si vede dal mattino, quando un uomo, originario di Fasano, ha aggredito verbalmente — e, se non l'avessero trattenuto, anche fisicamente — l'assessore all'urbanistica, Martino Santoro per motivi poco chiari.
     Il sindaco Tommaso Scatigna si è sentito in obbligo di riferire la sua risposta al Movimento Primavera e ai locorotondesi che su Facebook hanno dato vita a una polemica accesa, causata dalla mancata esposizione della bandiera tricolore dal municipio lo scorso 25 aprile. Di questo evento sono state date le più varie interpretazioni dentro e fuori i social network: dall'irrisione della data da festeggiare, alla presunta avversione della giunta di centrodestra ai festeggiamenti della liberazione del nazifascismo. «Niente di tutto questo» ha fatto sapere il sindaco «ma il cerimoniere, che si occupa egregiamente del suo lavoro in queste ricorrenze era in ferie».
     Si sarebbe trattato di un caso, una disattenzione dunque. Spiegazione che viene però contestata come poco convincente, e si rincara la dose chiedendo a Luca De Michele, coordinatore di Giovane Italia di Locorotondo, associazione il cui presidente è il vicesindaco Claudio Antonelli, di eliminare commenti ritenuti denigranti al 25 aprile come «il 25 aprile io festeggio solo San Marco». Antonelli ha fatto sapere sulla piazza virtuale che «se si rende necessaria una dichiarazione, mi dissocio da alcune dichiarazioni personali fatte da alcuni componenti del gruppo del quale sono presidente».

mercoledì 18 aprile 2012

Raccolta differenziata: «per non essere deficienti»

     Tu sei differente o deficiente? Questa è la domanda che propone l’associazione Un’altra Martina, che sta cercando di promuovere, con la campagna “differenti o deficienti”, una cultura della raccolta differenziata. Hanno creato un video che ha avuto più di 500 visualizzazione in meno di una settimana e un gruppo su facebook con più di 2000 iscritti, dove si invitano i partecipanti a farsi delle foto mentre gettano i rifiuti nei cassonetti corrispondenti, si parla di Tarsu e di proposte per la raccolta dell’umido, della carta e della plastica. Parlando con Michele Lillo, coordinatore della campagna, e con Tonio Cantore, presidente dell’associazione, abbiamo potuto ottenere una serie di dati sulla raccolta differenziata e su come Martina Franca sia la pecora nera – la penultima – nella provincia di Taranto, con una raccolta differenziata ferma da sempre attorno al 4%, mentre già a Taranto è al doppio. I vicini comuni della valle d’Itria hanno comportamenti molto più virtuosi, dato che a Locorotondo la raccolta differenziata è intorno al 17%, a Cisternino al 19%, ad Alberobello al 24%. Per non parlare di Ceglie Messapica, città «riciclona», che ha ottenuto un premio da Legambiente per aver differenziato il 45% della propria immondizia. Lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è pagato dai cittadini tramite la Tarsu: gettando rifiuti, quindi, noi stiamo in pratica gettando dei soldi, poiché aumentiamo il costo dello smaltimento in discarica di materiali che non potranno essere più utilizzati. Come i rifiuti possono essere recuperati, così il nostro denaro: questo è il cavallo di battaglia della campagna “differenti o deficienti”.

venerdì 13 aprile 2012

POIn turismo: la valle d'Itria non esiste?

     Finanziamenti per il turismo: a Manduria sì, a Martina no. E ancora: a Cerignola sì, ad Alberobello no. Non è una novità, ma un dato di fatto. Si tratta dei fondi europei 2007-2013 per lo sviluppo regionale, inseriti nel quadro strategico nazionale 2007-2013 e portati avanti con i POIn, che, nelle loro parole, sono «lo strumento principale attraverso cui promuovere e sostenere lo sviluppo socio-economico delle Regioni del Mezzogiorno attraverso la valorizzazione, il rafforzamento e l’integrazione su scala interregionale del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico in esse custodito».

     Per dare l'idea dei fondi complessivi che sono mossi, diremo che le aree designate possono anche essere destinatarie di finanziamenti e cofinanziamenti di «grandi progetti», cioè quelli il cui «costo complessivo superi i 25 milioni di euro per interventi nel settore ambiente e i 50 milioni di euro per interventi in altri settori». Del resto, la dotazione complessiva dei fondi è di un miliardo di euro. Questo per dare un'idea dei soldi che avrebbero potuto essere convogliati qui da noi e che invece hanno preso altre strade. Gli obiettivi di questi finanziamenti sono quelli per i quali ognuno di noi sarebbe felicissimo di poter avere un'aiuto: e cioè di migliorare la ricettività e l'accoglienza dei turisti, il miglioramento dell'offerta turistica regionale, la valorizzazione del paesaggio e degli elementi naturali.

     Per la regione Puglia sono state individuete due aree, due «poli», quello del Gargano e quello del Salento, che comprendono ognuno una serie di comuni ed una zona limitrofa. Ora, posso comprendere il Gargano con le sue scogliere e le foreste sui monti, ma mi chiedo come abbia fatto il Salento a chiedere e ottenere finanziamenti per la tutela de lu sule, lu mare e lu ientu. O perlomeno, come mai non si sia inserito anche un territorio come la Valle d'Itria che ha già un World Heritage Site, Alberobello, che è patrimonio Unesco, con vicino le grotte di Castellana, il barocco martinese, le abitazioni sparse, Locorotondo.

     Inutile piangere sul latte versato, però una domanda è legittima. se questi fondi sono disponibili solo fino al 2013, cosa verrà dopo? Si discute già da oggi se l'Unione Europea potrà (o vorrà) destinare ancora dei fondi per lo sviluppo del Mezzogiorno, e quanti, visto che la crisi incombe. Una cosa è però sicura: se ci sarà un secondo piano settennale se ne dovrà discutere a breve, nel 2012, prima della scadenza di quello attuale, ed è possibile che si valuteranno i risultati ottenuti e chi è riuscito a crescere abbastanza da camminare con le proprie gambe non riceverà più fondi. Quindi? Bisogna capire cosa si sta facendo, e come, per poter rientrare di diritto in uno scenario che veda la Puglia portare avanti tre poli turistici, e non più solo due.

mercoledì 11 aprile 2012

Turisti delusi: ecco come Martina Franca perde una possibilità di crescita

     «I’m very disappointed». Sono molto delusa. Questo è il giudizio di una turista londinese in visita a Martina Franca. Giudizio, si badi bene, rivolto non alla città ma ai suoi servizi turistici. Stiamo parlando di una famiglia numerosa in vacanza, con fratelli, zii e nipoti che ha deciso di passare le vacanze in valle d’Itria affascinata dall’idea di vedere i trulli e scoprire il vino locale e piatti tipici, ma che non è riuscita a trovare una guida turistica che parlasse in inglese, né un ufficio di informazioni turistiche aperto. Un gruppo di turisti stranieri che non sa se ci siano dei musei da visitare, a quale costo e in che orari, non sa se la Basilica di San Martino fosse aperta ai turisti o meno, non ha ricevuto consigli su ristoranti che potessero offrire piatti tipici, ha avuto difficoltà a trovare dei negozi di souvenir, fino a tornare tre volte nello stesso negozietto di Locorotondo per sperare di trovarlo aperto.

     «I trulli sono bellissimi», così ci hanno detto. Turisti felicissimi di poterci soggiornare dentro, che però non sanno cosa vedere in giro né cosa fare per avere dei souvenir. Per questi era stato dato loro un consiglio: di andare a Martina Franca mercoledì perché c’è il mercato (!). Si aspettavano un mercatino per turisti, un luogo dove poter comprare ricordini, e invece hanno trovato – oltre alla pioggia – normalissime bancarelle. Nel loro agriturismo hanno trovato due vecchie brochure, di cui solo una in un inglese incerto, che pubblicizzavano un ristorante di Alberobello e una trattoria di Locorotondo, senza che però accennassero né ai prezzi, né a menù turistici o ai piatti tipici della zona. Non avevano idea di cosa si potesse visitare a Martina: sono stati attirati dal centro storico, ma non sapevano che ci fosse un palazzo ducale con sale affrescate del settecento, né noi, in tutta onestà, abbiamo saputo dire quali fossero gli orari di apertura al pubblico, né se ci fossero delle visite guidate nel pomeriggio.

     L’impressione che abbiamo avuto è che i turisti che capitano a Martina arrivino quasi per caso. Sempre più infatti chi passa per la nostra città non fa parte di gruppi organizzati, ma si muove a gruppetti di parenti o amici, piccoli nuclei familiari con figli e nipoti che intendono passare una vacanza rilassante, lontani dal caos delle metropoli. Sono attirati da una enogastronomia che è però poco sviluppata, così come dall’aspettativa di trovarsi in un posto ricco di storia e cultura a causa dei trulli. Questi ultimi suscitano curiosità e interesse soprattutto nei più piccoli, e in molti, prima di passare per Alberobello, credono che i trulli siano abitazioni arcaiche, non in uso, e sono estasiati dall’idea di poterci soggiornare. Quando passeggiano per le vie dei centri storici, i turisti stranieri sono attenti a non perdersi per i vicoli e cercano una zona dove trovare negozietti pieni di souvenir per qualche ricordino, come a Ostuni e Alberobello. Se Locorotondo e Cisternino sono più piccole, e i negozietti del centro sono tutto sommato vicini tra loro, a Martina non ci sono quasi più i negozi in corso Vittorio Emanuele, che pure rappresenta la strada principale di passeggio per chi, dai pressi dello Stradone, cammina fino ad arrivare al Caffè Tripoli.

pannello informativo a La Lama
     Quanto è attrattiva Martina per un turista che viene dall’estero e non sa cosa lo aspetta? Cosa fa la città per ottenere denaro dai turisti? Quali servizi offre? Queste sono le domande semplici, di base, da cui si deve partire se si vuole che il turismo diventi un motore per l’economia locale. In passato qualcuno ha avuto l’idea di mettere dei pannelli esplicativi davanti ad alcuni palazzi, con testi in italiano e inglese e qualche foto. Ora, a parte il fatto che molti turisti non se ne sono accorti perché non c’è qualcosa che da lontano faccia capire che ci sono delle informazioni, sapete che fine hanno fatto? Molti sono rotti, alcuni quasi divelti dalla strada, altri coperti da piante ornamentali o da spray colorati. Provate ad andare vicino a La Lama, su via Mercadante: uno spaccato bellissimo del centro storico martinese, dove di uno di questi pannelli rimane solo un pezzo del plexiglass sul quale era stato stampato. È un buon esempio di come sia oggi la situazione del turismo a Martina.

     Ai turisti incontrati abbiamo voluto chiedere: ritornerete? «Si, ci piacerebbe» hanno risposto «ma vorremmo un po’ più di organizzazione».

venerdì 6 aprile 2012

A quanto ammonterà l'IMU? Ecco come calcolarla

     IMU, questa è la nuova preoccupazione di molti italiani. Ciò che preoccupa è che si dovrà pagare, ma non è chiaro né quanto né come. Questo spaventa più di ogni cosa. L’IMU si applica sul possesso degli immobili, inclusa l’abitazione principale, la cosiddetta “prima casa”. L'Imposta Municipale Unica non è solo il ritorno della vecchia Ici, ma una sorta di supertassa nella quale confluiranno le imposte comunali sulla prima casa, quella sulla spazzatura e sui servizi comunali. Per questo ogni comune potrà avere una IMU differente.

     Come si calcola l'IMU?
Il governo Monti ha stabilito che che il primo pagamento dell'IMU per l'anno d'imposta 2012 avverrà tramite un acconto da pagare entro il 18 giugno e una cifra finale in data da stabilire. Per sapere quanto dovremo sborsare è necessario conoscere il valore della rendita catastale degli immobili in nostro possesso, la loro percentuale di possesso e l'eventuale presenza di figli a carico sotto i 26 anni di età. Il valore dell'IMU cambierà a seconda dell'aliquota stabilita: quella sulla prima casa è fissata allo 0,4%, mentre per gli altri immobili è allo 0,76%, ma essendo un'imposta comunale c'è un margine di discrezionalità riservato ai sindaci dello 0,2% in più o in meno. Non solo: entro il 31 luglio, a quanto pare, il governo è intenzionato a rivedere le aliquote di base (si teme al rialzo), così che le amministrazioni avranno tempo fino a settembre per modificarle.


     Cosa accadrà in Valle d'Itria?
Uno dei timori più diffusi è l'impatto dell'IMU sui terreni agricoli. Un territorio come la Valle d'Itria, densamente abitato, registra un numero altissimo di case di campagna che fungono spesso da seconda casa per chi abita nei centri principali. Trulli e villette sono accatastati spesso insieme a terreni agricoli, o come "fabbricati agricoli ad uso strumentale": la loro superficie potrà far salire il conto finale a un prezzo molto salato. Il DL 16/2012 prevede l'esenzione di stalle, cascine e fabbricati rurali, ma solo oltre i 1000 metri di altitudine. Per chi coltiva un po' di terra, come ad esempio i piccoli vigneti condotti da tenaci agricoltori, l'IMU può diventare una mazzata terribile: un ettaro "di tipo seminativo irriguo" può arrivare ad avere una rendita catastale fino a 10-12.000 euro.

     Mentre a Martina e Alberobello l'IMU non è ancora parte di discussioni elettorali o di promesse da parte dei futuri sindaci di abbassare anziché aumentare quello 0,2%, a Locorotondo la giunta Scatigna ha avuto una idea apprezzabilissima: il Comune ha infatti annunciato che metterà online, sul proprio sito web, un software gratuito per il calcolo dell'IMU in base a quelli che saranno i parametri locali, così che ogni cittadino locorotondese possa sapere in anticipo quanto dovrà sborsare alle casse comunali. Non è molto, forse, ma si apprezza comunque la chiarezza e la trasparenza dell'iniziativa.
In attesa che gli altri comuni vicini possano prendere spunto e copiare l'idea, diamo un consiglio: su www.calcoloimu.it potrete usare un software gratuito per calcolare quanto dovrete pagare.

lunedì 2 aprile 2012

Cos'è la Valle d'Itria?

Questa è una terra di paradossi. Si chiama valle, ma non è in montagna. È un territorio collinare, però senza colline. È qui che nascono i trulli, che nessuno, fino a qualche decennio fa, chiamava con questo nome. Casedde, così erano noti. Piccole case. Case di campagna, create utilizzando le pietre che abbondano nel terreno carsico e ricco di grotte. Il territorio della Valle d'Itria coincide, a voler essere proprio stretti nella sua definizione, all'avvallamento tra Martina Franca, Locorotondo e Cisternino. praticamente, con il punto d'incontro tra le province di Taranto, Bari e Brindisi. Se ci si vuole allargare, invece, è una fascia dell'altopiano delle Murge: quello con i versanti più scoscesi, più ripidi. Volendo tracciare un territorio definito, si parte a nord dai costoni rocciosi della Selva di Fasano, che passando per Laureto finiscono a Ostuni. Qui il territorio discende seguendo grossomodo i confini comunali, passando per la grotta di Figazzano, e arrivando a sud fino a Specchia Tarantina. Da qui, passando per Masseria Lupoli, si continua per l'Orimini fino ad arrivare al bosco delle Pianelle, e poi, puntando a nord, verso Masseria Mongelli, per arrivare a includere Alberobello, Coreggia e chiudere il cerchio ideale alla Selva di Fasano. Sono i territori dei comuni di Martina, Alberobello, Locorotondo e Cisternino, ma anche, in minima parte, di Fasano, per la Selva, di Castellana Grotte, per l'enclave della contrada San Lorenzo nel territorio alberobellese, e soprattutto di Ostuni. Bisogna ricordare che Contrada Difesa, tra Martina e Cisternino, appartiene a quest'ultima, ma porta ancora il nome di Difesa di Ostuni.