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giovedì 31 maggio 2012

Ecco la nuova giunta comunale


Il sindaco Ancona mantiene l'urbanistica, Pasquale Lasorsa è vicesindaco

Alle 15:30 è nata la nuova giunta comunale, la giunta Ancona: dopo una sola riunione tra i vari esponenti indicati, durata poco più di un paio d'ore, i nuovi assessori si sono presentati ai giornalisti.
Il sindaco Franco Ancona ha voluto mantenere la delega all'urbanistica, perché, ha dichiarato, «sarà un'attività principale della nuova amministrazione, e desidero che sia di esempio di garanzia per tutti». Il vicesindaco è Pasquale Lasorsa, che sarà anche assessore al contenzioso, patrimonio, turismo, politiche della sicurezza (cioé la gestione dei vigili urbani) e affari generali.
A occuparsi di ecologia, ambiente, politiche giovanili, sport e tempo libero sarà invece Stefano Coletta; Nunzia Convertini sarà assessore alle politiche economiche e dello sviluppo, mentre Lorenzo Basile avrà il compito di badare al bilancio, programmazione, personale e politiche comunitarie. Antonio Scialpi si occuperà di beni culturali, diritto allo studio e attività culturali. A Donatella Infante sono state affidate le politiche sociali e servizi alla persona, mentre Franco Convertini ha la delega ai lavori pubblici.


domenica 27 maggio 2012

Comizio di ringraziamento di Franco Ancona


     Per un’ora abbondante, e sotto un sole cocente, il comizio di ringraziamento di Franco Ancona ha visto alternarsi alcuni esponenti della coalizione vincente al microfono del podio. A presentarsi per prima sul palco è stata Nunzia Convertini, segretaria del Pd, che ha esordito facendo notare che «ci presentiamo a voi senza bandiere, perché Franco Ancona non è il sindaco di una parte della città, ma di tutti».

     A seguire altri due esponenti del Partito Democratico, come Arianna Marseglia, con toni accorati, ha ricordato come sebbene «la crisi morda, noi abbiamo la voglia e la forza di rilanciare l’economia martinese»; e Gianni Palmisano, presentatosi come «il candidato più giovane», il quale ha avuto l’umiltà di riconoscere che «questa non è la nostra, ma la vostra vittoria: noi siamo i vostri dipendenti. Il Comune d’ora in avanti potrà essere guidato da delle persone che saranno a completa disposizione dei cittadini, che potranno venire da noi, consiglieri eletti, che li accoglieremo chiedendo solo: “in cosa possiamo esservi utili?”. Saremo al servizio della città».

     Un ringraziamento sentito anche quello di Martino Carrieri «è grazie a voi concittadini che avete creduto in noi, nel nostro progetto, che un giovane di 24 anni come me è potuto entrare in consiglio comunale; grazie a un movimento, La Puglia per Vendola, e a Francesco Laddomada che ha scelto di creare una squadra di giovani. Saremo l’espressione di tutti voi, anche di chi non ci ha votato».

     Donatella Infante, di Sel, ha ammirato l’entusiasmo che ha circondato la vittoria di Franco Ancona, sottolineando come «ora a noi tocca il compito di non disperdere queste aspettative e trasformarle in realtà attraverso il lavoro amministrativo». Massafra (Federazione della Sinistra) ha gioito plaudendo alla «liberazione di Martina» dalla cattiva politica, auspicando che «Franco continui come ha fatto in campagna elettorale a girare per la città e per le campagne a raccogliere i bisogni dei cittadini e farli propri».

     Pasquale Lasorsa, ha plaudito a «un futuro diverso per questa città», ricordando come la scelta di non apparentarsi sia stata vincente «perché ha consentito di mantenere compatta e coesa la nostra coalizione, senza cedere alle lusinghe di apparentamenti che ne avrebbero inficiato la governabilità». «Vogliamo portare a questa città» ha continuato in crescendo «un cambiamento vero: è finita l’epoca in cui si faceva una politica di tutela degli interessi privati di pochi».

     Applaudito dalla folla si è poi avvicinato al podio Franco Ancona: «Grazie» ha detto «grazie di cuore». Ha ringraziato i cittadini per averlo sostenuto con il loro voto «anche ridondante», che il neosindaco con modestia non ritiene diretto tanto a sé, alla sua persona, quanto a ciò che rappresenta, ovvero «il cambiamento per questa città». Ha proseguito anche ringraziando «i candidati sindaci avversari e i candidati consiglieri di tutte le liste per aver profuso il loro impegno, sia pure con progetti politici differenti, per la nostra Martina: perché è dal confronto democratico con loro, dalla sana competizione democratica, che la città può ripartire dopo un anno di commissariamento». Ha proseguito nei ringraziamenti nominando Luciano Violante, ospite d’onore che ha ascoltato il comizio insieme agli altri cittadini, gli studenti fuorisede che lo hanno sostenuto, e peri i quali ha voluto dire che «il cambiamento significa anche creare le condizioni per le quali chi va fuori, anche all’estero, a studiare può un giorno tornare a Martina per poter mettere a frutto quanto appreso». Ha ringraziato l’informazione locale, che ha consentito ai cittadini di conoscere meglio quali fossero i progetti dei candidati, e ha ringraziato i giovani «per averci dato fiducia quando abbiamo detto loro che essi saranno la nuova classe dirigente, come infatti è avvenuto con i nuovi consiglieri comunali».

     Dopo i ringraziamenti, il neosindaco ha messo i cittadini al corrente delle sue intenzioni: «la nostra prima preoccupazione sarà il bilancio: il commissario prefettizio ci lascia senza aver approvato il consuntivo del suo anno di permanenza, né aver preparato il bilancio dei prossimi mesi. Entro la fine di giugno dovremo lavorare, anche notte e giorno, per mettere i conti a posto». Dopo aver sistemato il bilancio e verificato le disponibilità delle casse comunali, con i vincoli del patto di stabilità, Franco Ancona ha annunciato che «verificheremo la reale presenza di avanzi di bilancio delle passate amministrazioni come è apparso in alcuni giornali» per mettere quei fondi a disposizione dei cittadini se il patto di stabilità lo consentirà. Metterli a disposizione significa anche «se possibile, diminuire la pressione fiscale sui cittadini».

     «C’è chi governa e chi comanda» ha ricordato il sindaco «e noi vogliamo governare, non comandare». Ha ricordato che bisognerà aspettare la proclamazione ufficiale dei voti da parte della commissione elettorale per poter sapere chi siederà in consiglio comunale, e che nel frattempo, però, vorrebbe potersi già presentare con una giunta «scelta con i criteri della capacità, della presenza giovanile e femminile» per affrontare i problemi più urgenti. «Serve l’unità di tutti quanti» ha detto concludendo il suo discorso «Useremo il confronto dell’opposizione per lavorare democraticamente, perché noi siamo una grande città e vogliamo che i giovani e tutti i cittadini sentano come propria questa nuova amministrazione comunale». Tra gli applausi scroscianti della folla, Franco è stato letteralmente agguantato a sorpresa dai candidati che lo hanno attorniato, afferrato e sollevato per aria urlando «Fran-co! Fran-co!» mentre il povero sindaco, rosso in viso, ha avuto paura di cadere sul palco: nessun problema, i membri della sua maggioranza lo hanno sostenuto bene e all’unisono. Dovranno continuare così.


lunedì 14 maggio 2012

Raffaella Spina: non ci apparentiamo con nessuno

     Raffaella Spina è salita sul palco in piazza XX settembre, attorniata da alcuni esponenti della sua lista civica Cambiamo Martina, per ringraziare i suoi elettori. «Grazie infinite ai 1700 votanti che hanno creduto in noi, nel nostro progetto, nella nostra capacità di cambiare Martina» ha detto visibilmente emozionata la candidata «non siamo al ballottaggio, per pochi voti non abbiamo ottenuto un consigliere, ma siamo contenti lo stesso. Io avevo annunciato alla mia squadra che se avessimo ottenuto un solo posto io lo avrei lasciato a chi di loro avesse preso più voti: in tre hanno ottenuto lo stesso numero di preferenze, forse è stato un segno del cielo».

     Raffaella Spina ha poi annunciato la trasformazione di Cambiamo Martina, che dovrebbe comunque rimanere un movimento politico attivo, in una associazione al servizio dei cittadini e – eventualmente – di chi potrà sedere a Palazzo Ducale. «Noi proseguiremo il nostro lavoro» ha affermato «e controlleremo sempre sull’operato di chi si siederà in consiglio comunale, vigileremo sulle loro azioni, in nome della legalità e della correttezza; saremo sempre disponibili a dare il nostro parere quando ce lo chiederanno, o a far sentire la nostra voce quando sarà necessario».

     Tra gli astanti, in piazza, si respirava una curiosità palpabile, mentre sottovoce in molti si chiedevano se ci fossero apparentamenti in corso o meno, e se si, con chi dei due candidati al ballottaggio. La curiosità è stata soddisfatta da Raffaella Spina mentre ha continuato il suo discorso: «non mi riconosco in nessuno dei due candidati al ballottaggio. Non vedo in loro alcuna possibilità di cambiamento. Non sono mai stata una persona di centrosinistra, né ho cambiato idea durante questa campagna elettorale. Ma ho anche detto che non mi riconosco in questo centrodestra». Una presa di posizione che ha privilegiato la coerenza dei primi discorsi, nei quali si sosteneva chiaramente che il movimento Cambiamo Martina non si sarebbe apparentato con nessuno, e che è stata ribadita con forza più volte durante il suo discorso. «Lascio i miei elettori liberi» ha dichiarato la Spina «Io personalmente non andrò a votare».

     È stato un discorso accorato, con una tempistica perfetta: dopo che i candidati sono scesi dal palco, le note vocali dell’inno di Cambiamo Martina si sono quasi fuse con i clarinetti e gli ottoni della banda municipale che precedeva la processione della Madonna della Sanità.

domenica 13 maggio 2012

Lettera ai fuorisede: la risposta di Stefano Coletta


     Ieri sera si sono tenuti, in rapida successione, due comizi per il ballottaggio del 20 e 21 maggio: alle 20:15 ha iniziato la coalizione di centrodestra, che sostiene Michele Marraffa, mentre alle 21:20 Franco Ancona, sostenuto dalla coalizione di centrodestra, si p avvicendato sul palco. In entrambi i discorsi dei candidati consiglieri e dei sostenitori si è parlato di rinnovamento, di giovani, della necessità di cambiare lo stato della città.
     Ci si aspettava che Michele Marraffa potesse rispondere pubblicamente ai giovani di Idea Lista che lo sostengono e che gli hanno scritto una lettera aperta: invece, a sorpresa, una lettera è stata letta, ma da Stefano Coletta. Si tratta di una risposta alla famosa lettera dei fuorisede martinesi da parte di un ragazzo - ormai consigliere comunale - che è stato anche lui lontano da casa per studio. Eccola:

Cari amici,
a nome dei tanti giovani che in questi anni hanno partecipato al dibattito sociale e politico, sento di dover intervenire a sostegno dei miei coetanei che, per motivi di studio e lavorativi, hanno dovuto lasciare la loro città.
L’assenza di sorriso, i sogni che ci sono stati negati e le umiliazioni che la nostra dignità ha subito, hanno generato in noi una disaffezione ed un senso di indifferenza che con il tempo sono diventati, però, voglia di riscatto.
Quella stessa voglia di riscatto civico che un mese fa mi ha spinto, insieme a tantissimi amici, ad intraprendere un nuovo percorso, difficile ma necessario.Un percorso le cui cifre costitutive sono state il lavoro, il rispetto, l’umiltà. Un percorso con tante persone per bene, mosse dagli stessi valori per cui voi, amici, avete scritto a Franco.
Non abbiamo avuto paura del clima torrido di antipolitica che aleggia sulla città, non ci siamo mai tirati indietro quando serviva mettere qualcosa in più rispetto alla semplice grinta. Abbiamo sognato con i cittadini, abbiamo sorriso ai cittadini e proprio questi ultimi hanno creduto in noi.
Ci sono tanti ragazzi che come me, dopo aver studiato e vissuto lontano dagli affetti natii, hanno deciso di ritornare li dove avevano lasciato il cuore, li dove sono rimaste le sole speranze, ma senza uomini che le accendessero e ne facessero un futuro migliore. Lo stesso futuro che per il nostro paese tanti ci hanno negato. Lo stesso futuro che da anni ci è stato promesso, lo stesso futuro per cui io e i miei amici abbiamo deciso di lottare, perché voi possiate tornare ad essere orgogliosi nella terra che vi ha partorito.
Vi dico questo, cari amici, perché voi, nonostante la lontananza siete parte integrante della nostra città, siete il valore aggiunto culturale di cui il nostro territorio ha bisogno e soprattutto siete coraggiosi perché per inseguire un sogno avete lasciato i vostri affetti.
Ma Martina in questo momento ha bisogno più che mai di voi.
Ha bisogno della vostra energia, perché solo con la forza dei giovani possiamo riaccendere nelle persone il desiderio di decidere del proprio futuro.
Martina ha bisogno della vostra presenza, perché insieme saremo protagonisti di un cambiamento storico.Il 20 e il 21 maggio torna per aiutarci a tornare degni del Martinese che c’è in noi, torna per aiutarci a tornare sorridenti, torna perché tu possa tornare al futuro di Martina che da sempre abbiamo desiderato.
Stefano Coletta

sabato 12 maggio 2012

I fuorisede, Franco Ancona, Idea Lista e Michele Marraffa: ecco le lettere

Un paio di giorni fa gli studenti fuorisede martinesi hanno scritto una lettera aperta, un appello firmato al candidato sindaco Franco Ancona. Ancona ha risposto, suscitando però una polemica facebookiana, dove c'è chi ha detto «Ancona risponde alle figlie di Antonio Rubino», notando alcuni dei firmatari. Questo ha fatto partire una seconda lettera, dei giovani di Idea Lista a Michele Marraffa. Probabilmente, a seguire, ci sarà una risposta dall'altro candidato al ballottaggio.

Ecco la lettera dei fuorisede:
Caro Franco,
sentiamo oggi più che mai l’esigenza di scriverti, per ribadirti la nostra vicinanza, per sostenere la tua candidatura in vista del ballottaggio del 20 e 21 maggio. Il nostro è un gesto simbolico è un piccolo contributo che anche noi vogliamo offrire. Siamo giovani studenti, neolaureati e lavoratori. Martina Franca è la cosa che ci accomuna e la nostra condizione di fuorisede è l’elemento che, nonostante la lontananza, ci tiene uniti. Siamo ragazzi che per scelta o per necessità hanno dovuto lasciare la propria terra in cerca di un altro luogo che potesse soddisfare le nostre esigenze. Ogni anno siamo in tanti ad andare via dal nostro paese d’origine per studiare in un’università lontana da casa perché i fondi destinati al diritto allo studio e i servizi offerti agli studenti sono maggiori rispetto agli Atenei più vicini a casa nostra. Purtroppo è duro ribadirlo ma i dati sulla disoccupazione giovanile in Italia sono spaventosi e diventano sempre più allarmanti se si guardano le regioni meridionali. A volte viviamo con l’ansia e la paura che dovremo farcene una ragione,che la fuga dei cervelli è un dato di fatto e non ci resta che prenderne atto. Ma oggi noi non la pensiamo così, le elezioni del sei e del sette maggio non ci hanno lasciato indifferenti,abbiamo colto un segnale di speranza e un sentimento di riscatto. Crediamo fermamente nei valori di cui ti sei fatto promotore e riponiamo in te tutte le nostre aspettative. Siamo sparsi in tutta Italia, in tanti vivono all’estero, ognuno di noi ha un percorso e una storia a se, fatto di incontri e di esperienze differenti. Ti scriviamo perché vogliamo tornare, perché vogliamo condividere con la cittadinanza intera i nostri progetti e i nostri sogni. Spesso guardare la realtà dall’esterno ti permette di vederla in modo differente, ti da la possibilità di osservare tutto in modo più oggettivo. Noi vediamo una Martina Franca che ha la testa dura,che è pronta a ripartire dalla politica. Ci aspettiamo che torni a essere un esempio di buona amministrazione fatto di trasparenza e onestà. Non crediamo nelle deleghe in bianco, il nostro impegno non si esaurirà semplicemente nel voto, saremo degli attenti osservatori. Il nostro augurio è tu possa diventare sindaco di Martina con la certezza che questa sarà la prima di tante lettere.
Roberto Lucarella (Bologna) Emanuela Demita (Bari) Antonella Campana (Ferrara) Domenico Filomena (Roma) Elena Lucarella (Cesena) Annarita Argento (L’Aquila) Gabriele Mezzetti (Roma) Annarita Bruni (Bari) Donatello Demita (Bari) Emanuela Cramarossa (Chieti) Marika Lenoci (Siena) Ignazio Digiuseppe (Chieti) Francesca Mastrovito (Milano) Valentina Lenoci (Bari) Fabrizio Narcisi (Firenze) Piero Zito (Bologna) Angioleo Pulito (Torino) Giordano Santoro (Bolzano) Giorgia Demita (Bruxelles) Donato Demita (Bari) Laura Rubino (Roma) Fabrizio Pastore (Siena) Sara Rubino (Roma) Giuseppe Ceci (Bari) Luciana Bruni (Torino) Valentina Masi (Roma) Alessandro Carbotti (Lecce) Emanuela Colucci (Parma) Piera Bello (Milano) Antonio Carbotti (Siena) Graziana Castellana (Chieti) Lara Caliandro (Bari) Giuseppe Pulito (Bari) Federica Vinci (Pisa) Anna Grazia Leserri (Bari) Raffaella Caliandro (Parma) Alessio Minardi (Torino) Stefania Di Bari (Chieti) Graziana Carbotti (Modena) Giacomo Turnone (Lecce) Luca Filomena (Pisa) Davide Nuzzo (Torino) Andrea Romanelli (Torino) Alessandro Seggioli (Parma) Roberta Palmisano (Chieti) Matteo Rossellini (Siena) Lucia Lupoli (Chieti) Davide Fedele (Bari) Anna Kalira Semeraro (Trieste/Milano) Antonio Francesco Fumarola (Parma) Annalisa Fasano (Roma) Roberta Lucarella (Siena) Iris Passiatore (Siena) Martina Semeraro (Bari) Gianluca D’Amico (Torino) Mariagrazia Triuzzi (Pisa) Astra Rinaldi (Milano) Xenia Rinaldi (Milano) Giorgio Caliandro (Milano) Giovanna Rinaldi (Torino) Mariagiovanna Angelini (Lecce)
 La risposta di Franco Ancona:
Con gioia e vicinanza sento il calore dei tanti giovani, studenti e lavoratori, che oggi si trovano in diverse parti dell’Italia e del Mondo e che hanno espresso il loro sostegno alla mia candidatura: sento la responsabilità di rappresentare la loro voglia di riscatto e il loro desiderio di tornare a impegnarsi per la nostra città. La fuga dei cervelli è stato uno dei temi che abbiamo affrontato con più passione nel corso della nostra campagna elettorale; sono tantissimi, infatti, i giovani martinesi che lasciano la propria terra per cercare altrove le condizioni per potersi realizzare.
Siamo fermamente convinti che l’uscita dalla crisi europea passi dalla rinascita del Mezzogiorno e dal rilancio economico e culturale delle sue città, quei tanti luoghi ricchi di eccellenze che, ogni anno, “emigrano” in cerca di una speranza per un futuro con più certezze.
Il nostro impegno sarà rendere Martina moderna ed europea, un luogo capace di accogliere tutti quei giovani che metteranno a disposizione della città la propria esperienza maturata lontano ma accrescendone l’apertura culturale e trasferendo al nostro territorio le migliori esperienze vissute.
Franco Ancona
La lettera dei giovani di Idea Lista:
Caro Michele,
ci hai chiesto di provare a sentirci tutti candidati a Sindaco di questa città: eccoci qua. Siamo giovani, ragazzi e ragazze che vivono quasi tutti a Martina e che in questa città hanno scelto di vivere e di lavorare. Siamo stanchi di vedere mortificata la nostra città, stanchi di dover supinamente accettare vuoti proclami di principio che inneggiano a un cambiamento privo in realtà di idee, di programmi, di contenuti.
Alcuni di noi vivono qui dalla nascita, altri sono partiti e poi tornati con l’intento di costruire un progetto nuovo e coerente; altri ancora vivono lontani da Martina ma hanno pienamente condiviso il programma di un movimento giovanile di centro-destra coeso e compatto che si identifica nella tua persona.
Noi abbiamo scelto di investire le nostre risorse per la crescita e la valorizzazione di Martina, in un cantiere di idee comuni che condividiamo con te, con reciproco rispetto e senza invocare la farsa del “patto tra generazioni” che cerca solo il compromesso e non la collaborazione, una farsa che qualcuno vuole tramutare nell’ennesima illusione da dispensare ai 3700 ragazzi che per la prima volta quest’anno partecipano alla campagna elettorale. A “pane e dottrina” non si cresce, ma si resta stagnati, si resta immobili.
Ci hai dato spazio, ci hai dato voce, ci hai dato il coraggio per esporci e siamo fieri di farlo con questa lettera. Abbiamo inaugurato il nostro movimento giovanile. Eravamo in 200 a dimostrarti che siamo qui con te. Siamo già pronti e siamo più motivati e decisi che mai. Ci sarà tanto da migliorare, tante responsabilità di cui farsi carico e tanto coraggio per gridare le nostre idee e le nostre opinioni. Lo faremo con la coerenza che contraddistingue noi e tutti i giovani che hai scelto nelle tue liste e che ti hanno scelto per amministrare questa città. Noi non vogliamo cambiare Martina restando a guardare, ma vogliamo agire e siamo qui in prima fila al tuo fianco. Centinaia di giovani ragazzi e ragazze martinesi si sono distinti in tutto il mondo, senza dimenticare le proprie radici e i valori a essa collegati, valori con i quali anche tu sei cresciuto e che ti hanno permesso di eccellere in ogni ambito, soprattutto professionale e politico. Come uomo di successo, noi siamo convinti che tu saprai ripristinare il valore culturale, economico e sociale che ha sempre contraddistinto Martina e insieme, quando diventerai sindaco - perché siamo certi che questo accadrà -, potremo realizzare tutto ciò che é stato scritto nella nostra Carta dei Valori e degli Intenti. Tu hai dimostrato che solo chi sogna può progettare e costruire il proprio futuro. ci inviti ad essere Ioni e a non aver paura. Tu hai saputo farci un regalo: la possibilità di riprenderci la nostra città. E noi siamo qui. Non basta più crederci, non basta più provarci. Dobbiamo riuscirci. "Fuori dal Comune": domenica sera i giovani a sostegno di Michele Marraffa si incontreranno nel corso di una manifestazione pubblica, con invito esteso a tutta la città.

giovedì 10 maggio 2012

Riconteggio dei voti: ecco le nuove percentuali

     Ecco le nuove percentuali dei voti dei candidati alla carica di sindaco:


     Franco Ancona – 12093 – 41,13%
     Michele Marraffa – 7531 - 25,61%
     Michele Muschio Schiavone – 4850 - 16,50%
     Raffaella Spina – 1693 - 5,76%
     Leo Cassano – 1683 - 5,72%
     Franco Mariella – 1551 - 5,28%



     La commissione elettorale ha terminato oggi alle 17 l’esame dei verbali per riconteggiare i voti dei candidati alla carica di sindaco. Seduti attorno a un tavolo, sul quale era stato steso l’elenco ufficiale dei candidati, i componenti della commissione hanno conteggiato tutte le preferenze dei candidati a sindaco, scoprendo piccole discrepanze, come ad esempio il fatto che nella sezione 29 il numero dei votanti è 767 invece che 761. Alcuni rappresentanti di partito presenti al riconteggio, seduti ad un altro tavolino, hanno preso nota dei nuovi numeri. I nuovi risultati ufficiali vedono 52 voti in più per Franco Ancona, che passa da 12041 a 12093, mentre il suo avversario al ballottaggio Michele Marraffa vede scendere il numero di crocette apposte sul suo nome a 7531 dalle 7600 precedenti, quindi ben sessantanove in meno. Hanno recuperato voti Leo Cassano, che guadagna undici preferenze passando da 1672 a 1683, e Franco Mariella, che va da 1525 a 1551. Perdono, anche se di poco, Michele Muschio Schiavone, che cede sei voti passando da 4856 a 4850, e Raffaella Spina, che da 1695 passa a 1693.
     Franco Ancona, che attendeva i risultati con il consigliere regionale Donato Pentassuglia, ha commentato i nuovi risultati ufficiali dicendo che «questi errori di mera trascrizione non cambiano la sostanza del risultato, anche se sono a favore del centrosinistra».
     L’attesa dei partiti è ora concentrata sulla revisione che il comitato elettorale compirà per l’attribuzione dei voti alle liste: infatti sono stati scoperti degli errori di trascrizione in due sezioni, la 8 e la 38, dove nella comunicazione delle preferenze non è stata sull'attribuzione la numerazione delle liste, ma il loro ordine di presentazione: in questo modo, Io Sud-Consumatori ha visto diminuire il numero dei loro voti nel seggio 38 fino a zero, nonostante lì alcuni loro candidati avessero ottenuto 28 preferenze; Api invece ha ottenuto le 156 preferenze del Pd, che costituiscono quasi un quarto dei voti della lista di Chimenti. Dal nuovo conteggio si potranno avere maggiori chiarezze sull’attribuzione dei seggi consiliari, in alcuni casi con qualche sorpresa.

giovedì 3 maggio 2012

Confronto tra candidati sindaci ai portici: presenti e assenti

     Un pomeriggio diverso: il primo maggio i candidati sindaco sono stati invitati a confrontarsi pubblicamente, in piazza Maria Immacolata, all'ombra dei portici. Solo tre candidati sono stati presenti: Franco Ancona, Raffaella Spina e Franco Mariella. Michele Marraffa ha fatto sapere, in un breve comunicato stampa, che non avrebbe partecipato ritenendo il confronto «estremamente viziato da un gravissimo conflitto di interesse da parte degli organizzatori», ritenendola una manifestazione senza garanzie né «nulla di giornalistico». Michele Muschio Schiavone non è potuto venire per la concomitanza di un altro impegno, Leo Cassano parimenti non ha presenziato.

     A questo proposito occorre ricordare e ribadire che i candidati sindaco si sono confrontati su temi differenti come pressione fiscale, turismo, raccolta differenziata, piano urbanistico, smaltimento delle acque reflue, traffico e viabilità con domande poste sia da alcuni giornalisti - Pietro Andrea Annicelli, Agostino Quero, Francesco Ruggieri - sia dalla gente che era lì in piazza ad ascoltare, senza claques né attacchi personali. È un peccato che un candidato abbia rifiutato esplicitamente il confronto, perché non ha avuto l'occasione di esporre - e, se del caso, difendere - il suo punto di vista, o perlomeno controbattere direttamente a quelle che possono essere state le accuse rivoltegli, né ha potuto rivendicare meriti.

     Non vale sospettare che la conduzione di Antonio Rubino, marito di Raffaella Spina, possa essere altro che imparziale: il confronto che hanno avuto i candidati difatti non è stato con il conduttore, né con i giornalisti, né addirittura tra candidati, ma tra i singoli aspiranti alla carica di sindaco e la gente che era presente in piazza, i cittadini che hanno ascoltato e tratto le loro conclusioni, formandosi un'idea su chi votare in modo autonomo. Per i presenti infatti è stata una possibilità per esprimere le proprie idee, le proprie convinzioni, i propri programmi così come si può fare dal palco durante un comizio, ma con la possibilità di essere interrogati dal cittadino curioso di sapere come un determinato problema potrà essere affrontato dalla prossima amministrazione comunale, curioso di approfondire un argomento e di fare le proprie domande e ottenere delle risposte, sia pure nei pochi minuti assegnati a ogni candidato per esporre le proprie opinioni.

     In breve, più che un confronto, la trentesima puntata di Facciamo piazza pulita è stato un piccolo esempio di democrazia partecipata e attiva, con un dibattito interessante: quante altre volte i singoli cittadini hanno avuto la possibilità di parlare ad un microfono per fare le loro domande? Invitiamo chi non fosse stato presente a guardare la trasmissione, che va in onda oggi e domani su Teletrullo alle 9:00, alle 14:00 o alle 21:30, e a trarre le proprie conclusioni.

mercoledì 2 maggio 2012

ITN, lavoratori e candidati: che fare?

     Se "globalizzazione" sembrava una parola astratta nel 2001 quando a Genova si scontravano manifestanti e poliziotti al G8, oggi ha l'apparenza di un ingranaggio che macina, macina e non si ferma, stritolando tra le ruote dentate le piccole imprese. Il primo maggio i 131 lavoratori dell'ITN si sono ritrovati in piazza XX settembre per protestare contro la loro messa in mobilità e il prossimo licenziamento dopo un anno di cassa integrazione.

     Colpa della globalizzazione, della crisi? Si e no. «La crisi che oggi viviamo ha i nomi e i cognomi degli stessi imprenditori che si fregiano di essere i difensori del Made in Italy, nonostante la produzione, da anni, sia stata spostata e/o importata da paesi stranieri»: questo recita un volantino che la Filctem-Cgil ha distribuito davanti a grandi cartelloni che riproducevano pagine del Quotidiano di Puglia e Lucania con un sorridente Nardelli ma con la scritta «inaffidabile» stampigliata sopra. Una azienda che taglia dipendenti nella produzione crea disoccupazione a livello locale, questo è certo; e la disoccupazione è una butta bestia da affrontare. Purtroppo, se una azienda è in perdita, è costretta a ridurre le spese. Se chi lavora diventa una spesa, si tagliano i lavoratori.

     Ma l'ITN è in perdita oppure no? Secondo l'opinione dei lavoratori, no. Il taglio della produzione, senza toccare gli impiegati degli uffici, significa per molti una parola terribile, anch'essa fino a qualche anno fa ignota: delocalizzazione. Delocalizzazione e globalizzazione significa che una azienda decide di operare in campo internazionale, spostando la produzione là dove costa meno - in genere - il lavoro. Quindi in Cina, nei paesi dell'Europa centro-orientale e balcanica, e così via. Non si tratta solo di stipendi, ché quelli italiani sono ormai tra i più bassi dell'eurozona, ma anche di tasse. Delocalizzare significa anche impoverire il territorio, perché per il singolo imprenditore che guadagna di più (o mantiene il bilancio in pari) ci sono in questo caso 131 famiglie con un reddito in meno. Si tratta di una spirale che vede i poveri diventare più poveri e i ricchi (a volte) diventare più ricchi. Cose che capitano quando c'è la crisi, mancanza di lavoro e perdita di commesse.

     Eppure chi ha lavorato in quest'anno di cassa integrazione, a rotazione, afferma che «il lavoro c'è, e quello che non facevamo noi lo facevano altri façonisti, anche in perdita, con l'acqua alla gola: 300 capi venivano da altre aziende vicine». Tutto questo sarebbe già grave in sé se non ci fossero in mezzo anche le elezioni. A essere presenti in piazza XX settembre solo tre candidati sindaco: Franco Ancona, Michele Muschio Schiavone e Raffaella Spina. Per la verità è stato avvistato anche Leo Cassano, non come partecipante al dibattito, bensì quasi come spettatore, mentre camminava sullo stradone. Se fosse così sarebbe un comportamento poco elegante, considerando che le divisioni ideologiche (primo maggio = festa dei lavoratori = festa dei comunisti = qualcosa da evitare) a tanti anni dalla caduta del muro di Berlino non reggono più, che 131 famiglie aspettano una soluzione e chiedono a gran voce l'interessamento dei candidati a sindaco. Saranno operai iscritti alla Cgil (= pericolosi diavoli rossi e comunisti) ma se un candidato anche di destra riesce a parlare loro e li convince non avrebbero difficoltà a barrare un simbolo in cabina elettorale.

     Da una parte Franco Ancona ha ricordato il centro per il tessile, dall'altra Muschio Schiavone ha dato la colpa alla Regione. Raffaella Spina avrebbe voluto che fosse presente anche Nardelli per discutere insieme della situazione. Alla fine - senza entrare nel merito di ciò che hanno detto i candidati - resta l'amara considerazione che un sindaco può fare ben poco per loro. Non può certo invertire l'economia, né può fare più che chiedere aiuto a provincia e regione per aiutare, più che loro, l'azienda, che dovrebbe essere moralmente tenuta a riassumere la propria manodopera. Ma non è detto che accada. A una contestazione di una operaia che chiedeva certezze per il futuro il consigliere regionale Francesco Laddomada ha risposto in sincerità: «signora, non è così semplice».

lunedì 30 aprile 2012

FantaElezioni: c'è chi ha messo un viaggio in palio

     Quanto più passa il tempo, tanto più le elezioni si avvicinano e molti cittadini sperano di non trovarsi più la cassetta della posta intasata di santini elettorali, foglietti con visi sorridenti sotto la porta, o peggio ammassi arrotolati di pubblicità dei centri commerciali accanto ai volantini elettorali. Fa una certa tristezza vedere questi foglietti colorati appiccicati ai parabrezza delle auto, con slogan generici o da salvatori della patria - ma dove erano finora molti di questi signori se non al governo della città?

     C'è chi sta cercando di collezionarli tutti: a Martina Franca ci sono, oltre i sei candidati sindaci, 372 candidati, anzi 371 dopo l'esclusione di Petrosino. Questo fatto sta creando per i collezionatori un meccanismo di economia pura: i rari santini di Petrosino, «Da sempre al servizio della gente» sono  ormai quotatissimi e chi ce li ha se li tiene stretti. Un Petrosino nuovo, non spiegazzato, infatti, pare che al mercato nero dei santini valga in cambio almeno una lista intera di altri pezzi rari. I più difficili da trovare sono quelli dei candidati di Federazione della Sinistra (qualcuno sospetta che non abbiano nemmeno stampato dei santini) e quelli di Sel, mentre altri sono più inflazionati. Ci sono poi, per gli stessi candidati, numerosi doppioni, come il Tonino Fumarola con il maglione verde e quello con il maglione blu. Gli amatori del genere cercano Pasqualino Gianfrate "detto Strazzone" di Idea Lista perché un nome così non merita di finire nella spazzatura, ma a volte cadono negli equivoci e si chiedono se il Donato Pentassuglia nella coalizione dell'Udc, di cui non si riesce a trovare un santino neanche a pagarlo oro, sia il consigliere regionale (del Pd) o no. Non lo è.

     A Castellaneta il sito www.vivicastellaneta.it/ c'è il FantaElezioni: una versione politica del fantacalcio, con un regolamento e un premio in gioco (un viaggio) per chi riuscirà a indovinare la "squadra", i 16 candidati che riceveranno il maggior numero di preferenze. E a Martina? Tra amici si ventila l'ipotesi che nei retrobottega della Snai e del calcioscommesse c'è chi dia il tale o il tal'altro candidato vincente o perdente, alimentando un giro di scommesse. Si punta sulle liste stimando all'incirca il numero di voti che potrebbero prendere.
     Io dico: e perché non fare per Martina un gioco del genere? Sono sicuro che molti parteciperebbero, e gli appassionati di fantacalcio sguazzerebbero. Tanti, troppi, stanno in questi giorni provando a indovinare voti o a quotare candidati. Le regole del FantaElezioni prevedono che si possa creare una lista xyz dove far confluire quelli che si ritengono saranno i più suffragati, indipendentemente dalle liste, quelle vere, di appartenenza: il 9 maggio si vedranno i risultati. Quando però l'ho proposto ad alcuni amici c'è stato un consenso quasi unanime sui primi nomi cinque o sei da inserire, e i dubbi più atroci dopo. Sapete cosa significa?

     Le certezze su chi siederà sugli scranni del consiglio comunale martinese sono poche, pochissime: tranne sei o sette nomi al massimo c'è la più grande confusione. Sono elezioni strane, difficili da prevedere, secondo un po' tutti. Ci sono molte variabili difficili se non impossibili da misurare: un centrosinistra unito (e quando mai a Martina?), un centrodestra frazionato con almeno quattro candidati che nascono dal Pdl e da quel bacino di utenza vi prendono i voti; una lista civica nata in segno di protesta per il verticismo del Pdl che ha prima proclamato e poi ritirato le primarie.

     I più informati seguono i comizi, sommano e sottraggono voti quando conoscono un candidato o lo si sente parlare: ma l'oratoria, pare, inganna molto. Infatti, spesso ci sono candidati che, pur parlando con pochi argomenti, sanno tenere la folla, sono istrionici; ci sono candidati incapaci di parlare al pubblico (che pure prenderanno molti voti per clientele e parentele) e ce ne sono altri capacissimi, ma che si scontrano invece con un ambiente, quello martinese, in cui praticamente quasi ogni cittadino conosce, è amico o ha un parente nell'uno o nell'altro schieramento. Sarà difficile che qualcuno vinca al primo turno. Vedremo cosa accadrà il 20 maggio.



giovedì 19 aprile 2012

Il centro storico nei programmi dei candidati a Martina Franca

     Il centro storico: a Martina tutti ne sono fieri, qualcuno ci abita, pochi lo conoscono bene, ma pochissimi sanno di cosa ha bisogno. O almeno così appare dalla lettura dei programmi dei partiti politici presentatisi alle amministrative 2012. Controllando tutti i programmi presentati si nota che di centro storico ne parlano tutti, a volte con idee innovative, a volte in modo generico, a volte in modo oscuro. Analizziamo i programmi uno per uno.

     Il programma del centrosinistra menziona esplicitamente il centro storico un paio di volte, parlando di creare un «regolamento di manutenzione del centro storico, degli ambiti e degli immobili di valenza storica» e di «rivitalizzazione del centro storico attraverso un’azione urbanistica che definisca la centralità di questo patrimonio rispetto all’intero sistema urbano anche con piano delle facciate, piano delle insegne e incentivi per i residenti stabili». Le iniziative sono condivisibili, ma un po’ troppo generiche, se si esclude il piano delle insegne e delle facciate, che comunque sono elementi accennati e non approfonditi. Sugli incentivi per i residenti si può fantasticare apertamente: riduzione dell’ICI, pardon, dell’IMU? Parcheggi a pagamento ridotto nell’extramurale? Onestamente, non saprei cosa pensare. So però che il candidato Stefano Coletta, che nel centro storico ci abita, ha delle idee in più, che ha già esposto in un paio di occasioni pubbliche, riguardanti la posa di telecamere di sicurezza per rendere il centro storico una vera zona a traffico limitato, la standardizzazione di tavoli e superfici per bar e ristoranti, un servizio di guide turistiche per far visitare gli angoli del centro storico altrimenti ignorati.

     La Destra ha un programma sul turismo in cui il centro storico è citato più volte, vuoi come scenario vuoi come elemento principale delle azioni proposte: parte da «un controllo delle aree del centro storico» e da una riqualificazione di base su «luce, pulizia stradale, pulizia dei muri dalle scritte vandaliche, intonaci, deposito spazzatura, fioriere alle balconate» che va poi a crescere in numerose misure più o meno fatibili a seconda dei soldi in cassa del comune e della possibilità di intervento. Il problema è però che questo piano si semplifica nei discorsi del candidato Leo Cassano come un semplice rimbiancare – anzi, allattare – i muri delle case, misura perlomeno palliativa, che fa pensare al fatto che probabilmente non ha considerato a fondo il programma scrittogli da Davide Ronza.

     Nel programma di Io Sud e del Partito italiano dei Consumatori si chiama il nostro centro come “centro storico”, “centro antico”, o “area del C.A.” in un burocratese che personalmente non mi aspetterei di vedere da parte di chi fa della semplificazione amministrativa e della sburocratizzazione un cavallo di battaglia. Hanno delineato inoltre delle linee programmatiche simili, sia nei contenuti che nella genericità, a quelle del centrosinistra: “piano dei servizi, piano delle facciate, piano delle insegne e regolamento degli interventi edilizi, riduzione IMU per le residenze stabili e creazione di una rete wi-fi”. La creazione di una rete wireless – che immagino gratuita – è sicuramente un elemento che andrebbe approfondito maggiormente: molti cittadini infatti sarebbero felicissimi di poter disdire un contratto (telecom, infostrada, vodafone, etc.) se il Comune potesse offrire loro gratuitamente una rete internet wi-fi. Non capisco però la limitazione al solo centro storico dell’iniziativa: forse che gli abitanti del Carmine, di Fabbrica rossa o di sant’Eligio non ne hanno diritto? Probabilmente si tratterebbe di una prova, di installare il servizio in un luogo soltanto, vedere come funziona, che problemi crea, quantificare le spese e la reazione dei cittadini.

     Nelle «quattro pagine che cambieranno Martina», cioè il programma del PdL secondo la citazione del candidato sindaco Michele Marraffa, il “Centro Antico” è posto «al centro dell’azione» sull’asse culturale del programma «come grande contenitore culturale, luogo in cui le potenzialità inespresse possono trovare la loro giusta collocazione». Su cosa fare posso aderire pienamente a questa proposta. Non c’è il come. Quali sono le potenzialità inespresse? A naso, direi giovani qualificati, laureati, senza lavoro. Come collocarle? Si parla nel programma, ma credo riferendosi all’intera città e non solo al centro storico, che tutte le risorse cittadine devono fare sistema tra loro.

     Al centro storico è invece dedicato un intero capitoletto del programma di Cambiamo Martina. Si parla di riqualificazione e di alcuni progetti ormai abbandonati tempo fa: cioè la creazione di «un museo permanente a Casa Cappellari, che racconti la storia di Martina […] con degustazioni di prodotti tipici nelle diverse stanzette». Si parla di nuovo delle ordinanze per imbiancare le facciate, di «pulizia costante del basolato» che è effettivamente imbruttito dalle migliaia di chiazze nere delle gomme da masticare ormai indelebili, di detassazione per IMU e TARSU dei residenti nel centro storico. Un’ accenno che vedo con un punto interrogativo è «adeguare il centro storico di una adeguata illuminazione che consenta la valorizzazione dello stesso», che oltre a sembrare scritto in un burocratese involuto – probabilmente si tratta di una frase più lunga, poi accorciata – mi incuriosisce riguardo il contenuto. Quale può essere una adeguata illuminazione? Se una volta, lo ricordo benissimo quando ero piccolo, i vecchi lampioni in ferro battuto erano rotti, o mal funzionanti, adesso funzionano tutti senza problemi. È possibile che si intenda la sostituzione delle lampadine a gas con altre a led per il risparmio energetico, ma è una mia interpretazione.

     Dulcis in fundo, il programma dell’UdC e dei suoi alleati ha un paragrafo intero dedicato al centro storico. «Una operazione ormai necessaria» leggiamo «è il recupero del centro storico. L’originario centro storico vive un momento di degrado edilizio e, per questo, è stato abbandonato dai cittadini residenti e dagli esercenti commerciali, riducendosi ad un mero agglomerato di abitazioni disabitate o abitate in condizioni al margine della legittimità e del decoro, lungo una via principale che rimane l’ultimo baluardo della testimonianza attiva martinese».
     Dopo aver letto questo paragrafo io, che abito nel centro storico, mi sono chiesto sinceramente da quanto tempo il redattore di questo programma non si sia fatto due passi per i vicoli del centro storico: evidentemente limita le sue passeggiate in quella “via principale” che immagino parta dallo stradone fino ad arrivare a Piazza Maria Immacolata. Evidentemente, perché bisogna ricordare che mai come oggi il centro storico è stato restaurato nella sua quasi totalità, è abitato in modo garbato e abbastanza pulito. Inoltre, quando è stato “abbandonato” dai cittadini – parliamo degli anni ’60 e ’70 – ciò è stato fatto perché nel centro storico non erano presenti quei servizi che oggi sono comuni dappertutto – il gas metano, la fognatura, l’acqua potabile corrente, l’elettricità. Ci sono poi fior di palazzi abitati da eredi delle vecchie famiglie aristocratiche martinesi, o da altri, che sono spesso mantenuti come dei gioielli, e che magari aspettano qualcuno che li apra ai turisti, che potrebbero ammirarne gli interni affrescati o i cortili settecenteschi.
     Come si vorrebbe recuperare invece il centro storico? Continuiamo a leggere: «il piano generale [si parla di piano urbanistico, n.d.r.] deve necessariamente comporsi di un particolareggiato del Centro Storico, con l’obiettivo di rendere possibile un effettivo recupero dell’area antica tramite, innanzitutto, la riqualificazione e la ristrutturazione degli edifici con regole di intervento meno rigide ed in linea con la sua peculiarità architettonica ed urbanistica». Cioè, se ho capito bene, il recupero del centro storico si otterrebbe con “regole meno rigide”? esatto, perché continua «regole in deroga, per rendere effettivi e pratici gli interventi di recupero e di riqualificazione, devono essere previste anche rispetto all’allocazione di attività produttive».
     Mi è suonato un campanello d’allarme: ma tutti i negozi e le attività commerciali del centro storico non sono già, nella stragrande maggioranza dei casi, operanti in deroga? Questo riguarda, ad esempio, le regole su bagno e antibagno, che spesso non è possibile avere come previsto per la particolarità dei locali. Se ci sono già le deroghe, allora di cosa si sta parlando? Il regolamento edilizio della città di Martina Franca, all’art.31 stabilisce: «Nel centro storico è vietata l’istallazione di insegne luminose a bandiera, la costruzione di vetrine sporgenti sul suolo pubblico, le tabelle ed ogni altra legenda in contrasto con l’ambiente architettonico». Vogliamo andare in deroga a questa regola? Non credo, anzi, probabilmente Michele Muschio Schiavone sarebbe d’accordo nell’inasprirla per mantenere le peculiarità architettoniche.

martedì 17 aprile 2012

Mariella: «Muschio e Marraffa i due mali della nostra città»


     Adriana Poli Bortone, Rocco Monaco e Franco Mariella hanno accolto sabato sera nella sala del Park Hotel San Michele i partecipanti alla presentazione della lista di Io sud e Pidc (partito italiano dei consumatori), che porta Mariella come candidato sindaco, con le note musicali del Nessun dorma. Mentre fuori infuriava la pioggia, che ha ritardato l’inizio della manifestazione e ridotto il numero degli interessati, l’addetto stampa Domenico Fumarola ha presentato i vari esponenti alternatisi al podio, alternando persone più e meno esperte.

     Dopo un’introduzione di Rocco Monaco, che ha parlato di «una città, Martina, che è stanca e vuole cambiare», il candidato Marco Colucci ha parlato della situazione disastrata del parco delle Pianelle, di contrada Giuliani, e dei luoghi dell’agro troppo spesso trascurati, mentre Angioletto Gianfrate ha ricordato il proprio impegno personale in favore della città lanciando inoltre un appello alla stampa per una campagna elettorale senza veleni. Rossella Durante, affacciatasi per la prima volta nell’agone politico, ha detto che «bisogna tirare fuori il meglio di noi», mentre la coordinatrice di Io Sud Angela Carrieri ha proposto l’inserimento di un codice etico nello statuto comunale.

     Il candidato Franco Mariella ha ricordato nel suo discorso le battaglie contro il sistema degli stipendi d’oro autoreferenziali dei dirigenti dell’amministrazione comunale, ha parlato di «ex assessori all’ambiente che oggi da candidati promettono  un nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti» e li ha accusati di inerzia e incapacità: «cosa hanno fatto allora, quando potevano agire?». Le sue invettive si sono rivolte soprattutto verso Michele Marraffa e Michele Muschio definiti «le due facce della stessa medaglia, i due mali della nostra città, il PdL-1 e il PdL-2». Ha poi concluso la serata la senatrice Adriana Poli Bortone che ha incoraggiato i candidati e i presenti dicendo che «nessuno a Martina può pensare di imporsi al primo turno: perciò noi possiamo arrivare al ballottaggio, e vincere», spronando tutti a darsi da fare per «un’Italia migliore che parta dei localismi, dalla riscoperta delle capacità della piccola e media impresa di portare avanti l’economia».

lunedì 16 aprile 2012

Michele Muschio Schiavone: «daremo un governo autorevole a questa città»

     Più che una presentazione delle liste, quella fatta venerdì sera al teatro Verdi da Michele Muschio Schiavone, candidato con UDC, MPA, API e Udeur è stata una miniconvention dal sapore un po’ berlusconiano, con hostess in minigonna, bandiere, consegna del programma di governo e della penna UDC per prendere appunti. Un teatro pieno fino al loggione, con ospiti di riguardo, mentre sul palco si sono alternati l’on. Pignataro in rappresentanza dell’MPA, che ha esordito dicendo che: «voi martinesi avete diritto ad aspirare ad un futuro migliore», mentre l’on. Tarantino, coordinatore provinciale dell’UDC ha sostenuto che il vero elettore attivo è colui che vota, non chi viene votato, e che Michele Muschio è «candidato alla vittoria per poter dare un cambiamento a questa città», mettendo però in guardia dalle tentazioni: «fare il sindaco in questo periodo è una cosa ingrata, perché i vincoli della finanza pubblica costringono spesso a dire di no». Sempre per l’UDC hanno parlato il presidente provinciale Antonio Scalera e Francesco Pastore, definitosi come «voce della società civile».
     Pietro Chiarelli, coordinatore provinciale Udeur, Antonio Cavallo, vice coordinatore provinciale di API, e Vincenzo Angelini, coordinatore provinciale di MPA, hanno ribadito la necessità di una nuova cultura politica e di un rinnovamento «che non può venire dai candidati che sono in consiglio comunale dagli anni ‘80». «Se le primarie del centrodestra non si sono fatte» ha ribadito Angelini «è stato a causa di un centrodestra che ha zittito i dissidenti anziché valorizzarli e far tesoro dei loro avvisi». Il presidente della provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, ha ricordato di essere stato anche lui «illuso da quella “luce azzurra” [il PdL, n.d.r.] che non ha saputo darci quello che prometteva» e ha rincarato la dose sostenendo che il PdL «non ha saputo né attirare turismo né far investire gli imprenditori». Il candidato sindaco, Michele Muschio Schiavone, ha accusato la precedente amministrazione, di cui lui era consigliere, di incapacità non tanto a causa dell’ex-sindaco Franco Palazzo, quanto di Michele Marraffa, che «ha impedito lo svolgimento delle funzioni amministrative e ha usato il suo ruolo per favorire i consiglieri suoi amici». Non è stato tenero nemmeno verso Franco Ancona, cui è stato tracciato un parallelismo con Franco Palazzo per età e storia personale, e cui è stato imputato «di non aver unito alcun centrosinistra, perché il suo schieramento è solo di sinistra, senza una componente moderata».

sabato 14 aprile 2012

Gianni Florido: «Franco Ancona gentiluomo competente»

    Sala affollata a Park Hotel San Michele per la presentazione della lista del PD: per più di due ore e mezza si sono alternati sul podio i candidati consiglieri ed esponenti del centrosinistra come il segretario provinciale del PD Francesco Parisi, il presidente della provincia, Gianni Florido, e il consigliere regionale Donato Pentassuglia. La segretaria cittadina del PD, Nunzia Convertini, ha aperto la serata parlando della squadra creata per le elezioni, del programma, e della scelta unitaria del centrosinistra con Franco Ancona.

     Sono intervenuti l’ex consigliere uscente Romano del Gaudio, che ha sottolineato la difficoltà della passata amministrazione di centrodestra a operare per il bene di Martina, Arianna Marseglia, che ha posto l’accento sulla trasparenza amministrativa, così come Magda Balsamo, che ha rimarcato come spesso, «a troppe idee corrispondono pochi fatti» e che una maggiore trasparenza riduce la possibilità di sotterfugi. Il discorso di Stefano Coletta, interrotto da applausi, si è incentrato sul recupero della civiltà e sulla compartecipazione dei cittadini alla politica per rimettere in moto la città.

     Sulla difficoltà della situazione presente, sullo svantaggio da colmare rispetto alle città vicine in termini di turismo e raccolta dei rifiuti, sul recupero dei fondi europei e nazionali andati perduti a causa dell’incuria si sono invece spesi, a vario titolo, Giancarlo Mastrovito, Vito Pasculli e Lafornara, inserendosi in un ambito in cui Donato Pentassuglia ha parlato citando una serie di fatti concreti, e che sarà felice di potersi «sedere ad un tavolo con Franco Ancona sindaco quando verrà il presidente dell’ANAS a trattare sulla 172» sulla quale ha annunciato lo sblocco di alcuni fondi.

     Il presidente Florido, dopo aver accusato le passate amministrazioni di centrodestra di non aver saputo mantenere viva l’identità culturale martinese e di aver tradito le nostre capacità imprenditoriali, ha ammonito i candidati che «vincere non sarà facile» e che sarà necessario lavorare tanto e lavorare bene per poter arrivare alla guida della città, anche se si è dimostrato fiducioso nelle capacità dei martinesi di scegliere la squadra più compatta, definendo inoltre il candidato sindaco Franco Ancona come «un gentiluomo competente». Franco Ancona, chiudendo la presentazione, ha sottolineato: «noi non possiamo fare promesse, siamo onesti; cercheremo di fare tutto il possibile per risollevare la nostra città e per dare un futuro alle nuove generazioni».

venerdì 13 aprile 2012

Apertura dei "Cantieri Marraffa": «sono un pazzo fottuto che vuole cambiare la città»

     Michele Marraffa, candidato sindaco per il Pdl, sostenuto anche da La Puglia Prima di Tutto e dalla lista civica Idea Lista, ha inaugurato l'apertura del comitato elettorale di via Decio Raggi con la presentazione dei suoi candidati. Mentre ai lati della sala sono stati messi dei cartelloni riguardanti i punti programmatici del candidato, in fondo, dietro un bancone da lavoro poggiato su due cavalletti, campeggia un grande manifesto di Michele Marraffa retto da un mezzo meccanico; a contorno della scena, un paio di caschi protettivi gialli. Questa la cornice di apertura dei "Cantieri Marraffa".

     Quest'ultimo, dopo aver salutato i presenti, ha voluto chiamare uno per uno al tavolo tutti i candidati consiglieri presenti per ringraziarli del loro sostegno, stringendo loro la mano e consegnando simbolicamente una copia del programma elettorale. «Sono quattro pagine che cambieranno la storia di Martina» ha spiegato Marraffa «fra trenta giorni cambieremo questa città». Un programma - questo - che ruota intorno a cinque punti cardine: amministrazione, ambiente, economia, sociale e cultura, e che promette «una grande rivoluzione culturale».

     Tra i presenti, il consigliere regionale Gianfranco Chiarelli, che ha spronato i candidati a mettere tutto il loro impegno e le loro energie al servizio della città. È stato letto anche un messaggio del commissario Calvosa che invita i candidati a una campagna sobria, cui Marraffa ha deciso di aderire e ha invitato i propri candidati consiglieri a fare altrettanto. «Chiediamo scusa alla città per il fastidio che le daremo in questi trenta giorni» ha detto Marraffa «comunque non sporcheremo i muri negli spazi che non ci sono stati assegnati né sporcheremo per terra cn volantini». La propaganda elettorale consigliata è stata quella "porta a porta": «Dovete andare da tutti quelli che conoscete e dire che siete candidati con quel pazzo fottuto [sic] di Michele Marraffa, un pazzo che vuole cambiare Martina», ha detto il candidato sindaco, ripetendo anche il concetto: «siate folli, siate voi stessi».

venerdì 6 aprile 2012

A quanto ammonterà l'IMU? Ecco come calcolarla

     IMU, questa è la nuova preoccupazione di molti italiani. Ciò che preoccupa è che si dovrà pagare, ma non è chiaro né quanto né come. Questo spaventa più di ogni cosa. L’IMU si applica sul possesso degli immobili, inclusa l’abitazione principale, la cosiddetta “prima casa”. L'Imposta Municipale Unica non è solo il ritorno della vecchia Ici, ma una sorta di supertassa nella quale confluiranno le imposte comunali sulla prima casa, quella sulla spazzatura e sui servizi comunali. Per questo ogni comune potrà avere una IMU differente.

     Come si calcola l'IMU?
Il governo Monti ha stabilito che che il primo pagamento dell'IMU per l'anno d'imposta 2012 avverrà tramite un acconto da pagare entro il 18 giugno e una cifra finale in data da stabilire. Per sapere quanto dovremo sborsare è necessario conoscere il valore della rendita catastale degli immobili in nostro possesso, la loro percentuale di possesso e l'eventuale presenza di figli a carico sotto i 26 anni di età. Il valore dell'IMU cambierà a seconda dell'aliquota stabilita: quella sulla prima casa è fissata allo 0,4%, mentre per gli altri immobili è allo 0,76%, ma essendo un'imposta comunale c'è un margine di discrezionalità riservato ai sindaci dello 0,2% in più o in meno. Non solo: entro il 31 luglio, a quanto pare, il governo è intenzionato a rivedere le aliquote di base (si teme al rialzo), così che le amministrazioni avranno tempo fino a settembre per modificarle.


     Cosa accadrà in Valle d'Itria?
Uno dei timori più diffusi è l'impatto dell'IMU sui terreni agricoli. Un territorio come la Valle d'Itria, densamente abitato, registra un numero altissimo di case di campagna che fungono spesso da seconda casa per chi abita nei centri principali. Trulli e villette sono accatastati spesso insieme a terreni agricoli, o come "fabbricati agricoli ad uso strumentale": la loro superficie potrà far salire il conto finale a un prezzo molto salato. Il DL 16/2012 prevede l'esenzione di stalle, cascine e fabbricati rurali, ma solo oltre i 1000 metri di altitudine. Per chi coltiva un po' di terra, come ad esempio i piccoli vigneti condotti da tenaci agricoltori, l'IMU può diventare una mazzata terribile: un ettaro "di tipo seminativo irriguo" può arrivare ad avere una rendita catastale fino a 10-12.000 euro.

     Mentre a Martina e Alberobello l'IMU non è ancora parte di discussioni elettorali o di promesse da parte dei futuri sindaci di abbassare anziché aumentare quello 0,2%, a Locorotondo la giunta Scatigna ha avuto una idea apprezzabilissima: il Comune ha infatti annunciato che metterà online, sul proprio sito web, un software gratuito per il calcolo dell'IMU in base a quelli che saranno i parametri locali, così che ogni cittadino locorotondese possa sapere in anticipo quanto dovrà sborsare alle casse comunali. Non è molto, forse, ma si apprezza comunque la chiarezza e la trasparenza dell'iniziativa.
In attesa che gli altri comuni vicini possano prendere spunto e copiare l'idea, diamo un consiglio: su www.calcoloimu.it potrete usare un software gratuito per calcolare quanto dovrete pagare.

mercoledì 4 aprile 2012

Liste elettorali a Martina Franca

     Per chi fosse curioso di vedere chi c'è e chi no, Massimiliano Martucci ha pensato bene di mettere online su slideshare le liste elettorali presentate ieri, dove sono elencati i candidati per nome, cognome luogo e data di nascita:

Buona lettura!

P.S.: il Donato Pentassuglia nato a Locorotondo il 4 agosto 1960 e candidato del Mpa che sostiene Michele Muschio Schiavone NON è il consigliere regionale omonimo, che è nato sì a Locorotondo, ma il 21 ottobre 1967.

Su liste, listini e listoni

     Ieri pomeriggio, finalmente, sono state consegnate le liste dei partiti all'ufficio elettorale del comune di Martina Franca. Un po' di numeri: ne sono state presentate 16, con 372 candidati consiglieri che sostengono sei candidati sindaci. Per la precisione, sono 14 da 24 candidati più due liste da 18 - quella dell'Udeur e di Federazione della Sinistra, che vede messi insieme Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista (l'avreste immaginato che riuscissero a tornare d'accordo?). Poche le sorprese, ma non sono mancati i conteggi fatti a mente dai politici nel vedere le reciproche liste su quanti voti avessero preso esponenti già noti, quanti ne potrebbero prendere in questa tornata elettorale e valutazioni più o meno arbitrarie su chi si presenta per la prima volta.
     Si affollavano commenti come «Hanno una lista forte, un listone» oppure «Ma dove pensano di andare, con questi non prenderanno voti», uniti a vari «Ma chi è questo qui?» quando leggevano nomi non noti. C'era una atmosfera da calciomercato, o da borsa valori, in cui si sono rincorse quotazioni al rialzo («lo votano nelle campagne, ha un feudo») oppure al ribasso («prima poteva portare voti, ma adesso non più»). Ero lì mentre i delegati dei partiti si alternavano davanti al segretario comunale per consegnare faldoni enormi di documenti, autorizzazioni, fotocopie delle carte d'identità, dei programmi elettorali timbrati e bollati, e quando mi è capitata la lista dell'Udeur con 18 nominativi, su un modulo dove i numeri dal 19 al 24 erano seguiti da caselle bianche sbarrate, non ho resistito a chiedere a Pietro Chiarelli perché la lista non fosse completa. Con un sorriso bonario mi ha risposto: «Perché è inutile candidare ventiquattro persone se noi stiamo collaborando all'interno di una coalizione». La cosa avrebbe un senso, se non fosse che il 13 marzo lo stesso Chiarelli, in un'intervista a Cronache Martinesi sosteneva: «La lista la facciamo e per intero». Questo è il link all'articolo.

Tornando ai numeri, questo è l'elenco delle liste suddivise per candidato:
Sostengono la candidatura a sindaco di Franco Ancona: Pd (24), Idv (24), Sel (24), Puglia per Vendola (24) e Federazione della Sinistra (18), per un totale di 114 candidati;
Sostengono la candidatura a sindaco di Michele Muschio Schiavone: Udc (24), Movimento per le autonomie (24) Alleanza per l'Italia (24) e Udeur (18), per un totale di 90 candidati;
Sostengono la candidatura a sindaco di Michele Marraffa: Pdl (24), Idea Lista (24), La Puglia prima di tutto (24), per un totale di 72 candidati;
Sostengono la candidatura a sindaco di Leo Cassano: La Destra (24) e Alleanza di Centro (24), per un totale di 48 candidati;
Sostiene la candidatura a sindaco di Francesco Mariella la lista Io Sud/Partito italiano dei consumatori con 24 candidati;
Sostiene la candidatura a sindaco di Raffaella Spina la lista Cambiamo Martina con 24 candidati.